Civitella di Romagna

Dopo un lungo periodo di dominazione della chiesa forlimpopolese (di cui si ha notizia a partire dall'anno 757), Civitella entrò a far parte dei territori amministrati dall'Abbazia di S.Ellero (997). Nel 1275 Guido Salvatico, a capo delle truppe mercenarie di Firenze, riuscì ad espugnare il castello, ma due anni più tardi dovette cederlo a Guido di Montefeltro, alleato del Papa. Nel 1280 Civitella passò al comune di Forlì, a cui Zappettino degli Ubertini riuscì a strapparla, dovendola però restituire nel 1359. Conquistata nuovamente dagli Ubertini, che nel 1404
Cosa visitare
Il castello
(Via Circonvallazione Castello)
Il castello, che sorge sullo sperone roccioso compreso fra il fosso di S.Filippo e il fiume Bidente, fu costruito alla fine del XIII secolo in sostituzione di un altro maniero che era situato sulla cima del monte Girone, distrutto dal terremoto del 1279. Del castello rimangono consistenti tratti di mura e una delle due porte urbiche su cui tra il 1920 ed il 1930 fu costruita la torre
Chiesa di S.Antonio da Padova
(Piazza Francisco Ferrer)
Situata al centro dell'antico borgo murato, la Chiesa di S.Antonio da Padova era la chiesa del castello. L'attuale edificio risale al XVII secolo. L'interno, in stile barocco, custodisce l'immagine della Madonna del Carmine, che, molto venerata, viene festeggiata il 16 Luglio.
Chiesa di S.Maria in Borgo
(Via Farneti)
Consacrata nel 1705 dal vescovo di Bertinoro, che ne aveva voluto la costruzione subito dopo l'acquisizione della parrocchia di Civitella dall'Abbazia di S.Ellero, subì un radicale restauro nel 1862. All'interno, interessante è l'acquasantiera in pietra risalente all'XI secolo e proveniente dalla Chiesa della Bonalda, situata poco distante da Voltre.
Santuario della Beata Vergine della Suasia
(Via Martiri Partigiani)
Costruito fra il 1556 ed il 1575 su progetto dell'architetto fiorentino Zanobio Lastricati, il santuario fu eretto in ricordo dell'apparizione della Vergine, avvenuta nel 1556, a Pasquino da Vignale, nei pressi di una celletta vicino al torrente Suasia. Al termine della costruzione il santuario venne affidato ai Servi di Maria, che vi rimasero fino alla soppressione dell'ordine, avvenuto in età napoleonica. L'edificio, a croce greca, subì nel corso dei secoli numerosi rifacimenti, fra cui ricordiamo la costruzione del campanile nel 1760, gli interventi sulla facciata del 1906 e del 1950 e la costruzione, nel 1928, della cupola al posto dell'originale tetto a otto spioventi. All'interno è custodito l'affresco della B.V. della Suasia,

I dintorni
Giaggiolo
(A ca. sei chilometri da Cusercoli.)
L'abitato si sviluppò attorno al castello appartenuto ai vescovi di Ravenna e dato in feudo ai conti di Giaggiolo nel 1021. Nel 1269, con l'estinzione della casata, venne assegnato ai Malatesta di Verucchio, che lo diedero a Paolo, protagonista con Francesca del V Canto dell'Inferno dantesco, divenuto poi capostipite dei Malatesta di Giaggiolo. Nel 1471 passò ai Guidi di Bagno, che lo abitarono saltuariamente fino al XVII secolo. Oggi del castello rimangono solo il bastione ottagonale e parte della cinta muraria.

Cusercoli
(Sulla statale che collega Meldola a Civitella, a circa metà strada fra le due località)
L'abitato di Cusercoli nacque in periodo medioevale attorno al castello situato sul colle che domina il paese. La rocca fu costruita presumibilmente nel XII secolo su un preesistente fortilizio tardo romano già appartenuto all'Abbazia di S.Ellero. Divenne poi proprietà dei Malatesta di Giaggiolo, i quali aggiunsero nel XIV secolo un palazzo signorile alla costruzione originaria. Nel XVI secolo la rocca venne ceduta ai Guidi di Bagno, i quali continuarono ad abitarla saltuariamente fino al XIX secolo, anche dopo la fine del feudalesimo. Successivamente fu completamente abbandonata e, a causa dell'incuria a cui era stata lasciata, nel 1937 in parte crollò sull'abitato sottostante provocando ventuno vittime. Attualmente il castello, visitabile solo esternamente, ha subito solo alcuni interventi per stabilizzare la struttura ed il costone roccioso su cui poggia, ma ancora attende un completo restauro che gli restituisca l'importanza che merita. Annessa al complesso fortificato vi è la Chiesa di S.Bonifacio, costruita nel 1777 per volontà di Maria Polissena Albicini, vedova di Ferdinando Guidi, che volle edificare un edificio religioso al posto della Chiesa di S.Maria del Sasso, andata distrutta nel 1750 per un'alluvione. A S.Maria del Sasso è ora dedicata l'attuale chiesa parrocchiale, costruita nel 1972 nella parte bassa del paese.
dell'orologio in stile neogotico, in sostituzione della precedente (detta "del Pretorio"), demolita in seguito al terremoto del 1661. Anche la rocca, nel corso dei secoli, ha subito numerosi rifacimenti che ne hanno modificato sensibilmente l'aspetto originario.
resistettero all'assedio delle truppe fiorentine capeggiate da Jacopo Salviati, Civitella passò prima ai Malatesta di Giaggiolo, poi ad Astorgio Manfredi ed infine ai Malatesta di Cesena (1464). Tornata allo Stato Pontificio, alle cui vicende rimase legata fino all'unità d'Italia, venne infeudata intorno alla metà del '500 alla famiglia De' Nobili.
traslato in loco dopo il miracolo dalla celletta del XV secolo in cui era originariamente ubicato. Vi possiamo anche ammirare la "Madonna col Bambino con S.Barbara, S.Andrea e S.Lorenzo", olio su tela di anonimo del XVII secolo, e il "Cristo sulla Croce con S.Giovanni", olio su tela dipinto nel XVII secolo da Giovan Battista Ramenghi (altri lo attribuiscono al pittore fiammingo Denis Calvaer).